13 / 07 / 25

Comunicato Ufficiale di Radio URCa

A fronte di alcuni fatti avvenuti negli ultimi giorni, è necessario effettuare alcune considerazioni in merito a situazioni spiacevoli occorse all’interno del Consiglio degli Studenti, Organo di rappresentanza che dovrebbe tutelare, in modo oggettivo ed imparziale, tutta la coorte di studenti e studentesse iscritti al nostro Ateneo.

A fronte di alcuni fatti avvenuti negli ultimi giorni, è necessario effettuare alcune considerazioni in merito a situazioni spiacevoli occorse all’interno del Consiglio degli Studenti, Organo di rappresentanza che dovrebbe tutelare, in modo oggettivo ed imparziale, tutta la coorte di studenti e studentesse iscritti al nostro Ateneo.

In particolare, nelle giornate del 10 e dell’11 luglio, durante l’ultima seduta del Consiglio, sono stati presentati i risultati delle valutazioni relative alla rendicontazione delle spese per le attività svolte dalle Associazioni Studentesche con i fondi concessi dalla nostra Università.

Per l’appunto, alquanto particolare è stata la valutazione attribuita ai nostri progetti. Infatti, nonostante, sia stata presentata la rendicontazione dettagliata richiesta, in regola con le normative fiscali vigenti, di tutte le spese sostenute per gli eventi da noi svolti durante l’anno, parte della commissione CACSA, interna al Consiglio (slegata totalmente dall’Ateneo, che ringraziamo per il continuo sostegno e supporto per le nostre attività), ed in seguito il Consiglio stesso, in particolare con i voti dei Consiglieri dei gruppi UdU Urbino e Agorà, ha deciso di non accettare parte della rendicontazione delle spese da noi effettuate.

Ciò che ci sorprende in maggior modo è che le spese che non sono state a noi rendicontate siano state approvate invece ad altre Associazioni, come giusto che sia, e come effettuato anche nel corso degli anni passati, in quanto spese atte allo svolgimento delle attività proposte, creando così un precedente a nostro parere molto importante, in vista dell’organizzazione di attività simili negli anni futuri, creando così confusione nelle linee guida normative.

Tali azioni ci spingono a pensare che questa decisione improvvisa non sia in linea con criteri di oggettività, come richiesto espressamente dal Bando vigente, ma da accanimento immotivato nei confronti della nostra Associazione (che rappresenta la Radio ufficiale del nostro Ateneo), nonostante abbiamo sempre proposto un clima di cooperazione, sostegno e aiuto reciproco con tutti, lontano da ogni dinamica e logica partitica presente all’interno del Consiglio e da screzi o antipatie personali tra i membri dei relativi gruppi.

Queste affermazioni derivano da un atteggiamento ostile reiterato. Infatti, già in fase di presentazione dei progetti da svolgere nel corso dell’anno, è stato richiesto un accesso formale agli atti dalla commissione CACSA, in modo da avere così sotto mano informazioni sensibili di contabilità della nostra Associazione, riattivata dopo un lungo periodo di chiusura solamente un anno fa. 

Posto che il nostro lavoro è sempre stato svolto in modo trasparente, onesto, e con pieno rigore, consentendoci dunque di non avere preoccupazioni in merito alla richiesta fatta, la nostra perplessità riguardava il fatto che tale azione non fosse mai stata intrapresa prima per altre Associazioni, ma solamente per la nostra. In particolare, a detta della commissione, la richiesta di accesso è stata fatta solamente per “verificare che la nostra Associazione potesse effettivamente accedere ai fondi”, nonostante lo scorso anno non solo vi abbiamo avuto accesso ottenendo il punteggio maggiore tra tutti i progetti presentati (nonostante la Radio non fosse ancora stata riattivata ufficialmente), ma grazie ai quali abbiamo portato ospiti di rilevanza nazionale ed internazionale quali Alberto Pagnotta, Andrea Braido, Giorgio Vanni ed Enrico Melozzi, e grazie ai quali quest’anno abbiamo ospitato Nesli, Marco Travaglio e Annalu, senza contare le ulteriori attività per supportare gli artisti emergenti.

Ciò che forse ci delude maggiormente è constatare come, nonostante fosse stata presentata tutta la documentazione richiesta (completa, dettagliata e certificata da firma e da timbri legali forniti dagli esercenti), a seguito di dubbi soggettivi emersi durante la seduta del 10 e dell’11 luglio del Consiglio degli Studenti, diversi Rappresentanti, in particolare dei gruppi UdU Urbino e Agorà, abbiano comunque deciso di non accettare e di respingere parte della documentazione, e quindi la rendicontazione, nonostante i chiarimenti esposti nel dettaglio dal presentatore dei nostri progetti, appellandosi al fatto che non avessimo fornito delle foto dimostrative, le quali non sono in alcun modo richieste all’interno del regolamento del Bando vigente, e non richieste similmente ad altre Associazioni che hanno svolto le medesime attività, portando così al voto contrario della maggioranza.

Radio URCa quindi prende atto con rammarico della decisione deliberata dalla maggioranza del Consiglio degli Studenti chiedendo dunque solamente che siano rispettati criteri di imparzialità, utilizzando pari metro di giudizio in fase di valutazione, anche e soprattutto in vista delle attività degli anni futuri, e che non vengano fatte distinzioni tra studenti e tra Associazioni di serie A o di serie B.

Nonostante questa enorme delusione, Radio URCa non si fermerà, e continuerà ad essere la voce degli studenti, portando informazione, eventi, ospiti, ed un canale diretto con l’Ateneo.

Tuttavia, se dovesse persistere il comportamento ampiamente discutibile mostrato dalla maggioranza del nostro Consiglio degli Studenti, organo che dovrebbe mirare alla tutela delle studentesse e degli studenti, a cui nonostante tutto portiamo comunque rispetto, allora Radio URCa prenderà la decisione di non partecipare più ad un Bando dove prevale il parere soggettivo e arbitrario, prediligendo così l’organizzazione di eventi con attività locali, territorio, e con il nostro Ateneo.

La presidenza di radio URCa, la radio ufficiale dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo

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